Il Diavolo Veste a Righe

Dulcis in fundo ho lasciato il mio elemento preferito: le righe.
Qualcuno potrebbe pensare che sono troppo fissata con Tim Burton… ma lasciate che vi dica una cosa: ho ritrovato il libro di TNBC, avevo nove anni, e prima ancora di Burton c’era stato un libro che ha segnato la mia infanzia: Il folletto a righe (di Maria Puncel).
Ma ancora prima, voi dovete sapere, credo di aver ricevuto un imprinting: in ospedale tutte le mie tutine da neonato sferruzzate da mia madre erano a righe (e di certo non ha aiutato poi essere un botolo di nove mesi con un costume a righe gialle e nere che mi è valso per eoni il soprannome di “ape maya”).
Insomma, io e le righe abbiamo una lunga storia d’amore.

Però a quanto pare le righe hanno una lunga storia solo loro, io esigo questo libro.
Il signor autore ha raccolto tutta una serie di significati legati al tessuto a righe, dalla sua apparizione ai giorni nostri.
Dalla sua reputazione di tessuto del diavolo a elemento fashion.
Non poter distinguere lo sfondo dal primo piano era troppo per i medievali, era fatta proibizione di indossare tessuti di due colori (anche le fantasie a scacchi devo dire che non erano proprio proprio adorate, ma le righe hanno avuto la peggio), ci sono state lotte fra monaci per questioni di sai e divise bicolor.
Per anni poi è rimasto come simbolo di negatività, emarginazione: a righe vestivano i carcerati, le prostitute, i pazzi in manicomio, i marinai, i giullari di corte…
Pian piano poi la cosa è stata sdoganata, si vede che il fenomeno di mera esposizione è entrato in gioco.
E così il tessuto ha righe ha iniziato ad essere usato per indicare l’igiene, la biancheria, i costumi da bagno (ancora un ambito non ufficiale, per carità).
Fino ai giorni nostri, in cui è stato ampiamente riabilitato e sdoganato.

Ma pensiamoci un attimo, seriamente. Avete presente la sigla di Friends? Quando sono tutti sul divano davanti alla fontana? Sono tutti vestiti di bianco e nero, ma qual è una delle prime cose che si notano? Le calze a righe di Phoebe, prima ancora della sua cascata di riccioli biondi. E poi Phoebe è, oltre alla mia preferita, quella decisamente stramba!
Per anni le calze a righe ad halloween erano appannaggio dei costumi delle streghe, poi sono passate nel guardaroba quotidiano di subculture alternative e un po’ outsider, e anche adesso un vestito a righe nel migliore dei casi fa “Parigi”, se non di nuovo “marinaro”…

Sono state sdoganate, sì, ma questo non vuol dire che passino inosservate!

PS
Sì, sì, adesso vanno di moda… parlo a te ragazzina che ti vesti a righe da secoli e ora quasi ti scoccia vederne ovunque. Ascolta una musa. Fai scorta ora, ora che puoi, ora che ce ne sono tonnellate, ora che te le tirano dietro (anche come prezzo), presto qualche altra cosa andrà di moda più delle righe e tu avrai di nuovo le tue righe esclusive… e un’importante scorta, perché quando andranno di moda i fiorellini color senape… tremo al solo pensiero!

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