Henné: il compendio (e la triste storia dell’alcanna)

In genere non mi vanto, non mi sembra di avere motivi per farlo e se anche li avessi non sarebbe una cosa piacevole da fare. Ma do a Cesare quel che è di Cesare, come si suol dire. E in questo caso (perdindirindina!!!) di henné e capelli ne so qualcosa.

Un qualcosa lungo centodieci centimetri.

Fra l’altro sono circa una decina d’anni che pasticcio con l’henné, gli ultimi sei in modo esclusivo e costante. Ergo ho finalmente deciso di fotografare parte del procedimento e spiegarvi come si fa, se non ne sapete nulla, o come lo faccio io, se siete spignattone alla ricerca di trucchetti.

Negli anni ho provato un po’ di tutto, lawsonia normale con curcuma, infusi di questo e quello, olii, acidi e tempi d’ossidazione.
Stabilito che a me piace il rosso ciliegioso e che parto da una base di castano scuro cenere (o così pare), per chi fosse avvezza al Fia hairtyping system io sono 1aMiii :), ormai per me la ricetta è questa:

– 2hg “henné forte” (lawsonia più una minima percentuale di picramato, un sale fissatore/colorante)
– 75ml acqua bollente (circa, a dire il vero io l’aggiungo “a occhio” e mi regolo, ma ho cercato di misurarla e più o meno è questa la quantità)
infusi rossi vari da infondere in suddetta acqua bollente (3 bustine di pu-her + 3 di ibisco è la meraviglia, ma vanno bene anche solo un paio di bustine di “frutti rossi” qualunque, la meraviglia aiuta proprio col rosso, le bustine qualunque aiutano coi tannini)
– un cucchiaione di miele (qualunque)
– a volte se mi gira un cucchiaio di yogurt, ma ho notato che gli ingredienti acidi non aiutano affatto il colore sui miei capelli
– in testa immediatamente, se lo faccio ossidare non mi prende
– in posa sotto al cellophane per alimenti per un’ora o più (ma ultimamente noto che un’ora è sufficiente, anche perché i capelli non è che siano enormi, no? Quindi a un certo punto smetteranno pure di assorbire colore!)
– shampoo, balsamo e risciacquo con acqua fredda e aceto (così si chiudono le squame e non stinge molto… alcuni non fanno shampoo, men che meno balsamo perché dicono che “scarica”… io onestamente preferisco riuscire a pettinarli senza strapparli, che l’henné un pochino me li secca, che preoccuparmi di quanto stinga subito!)

Questa volta ho voluto provare l’alcanna (radice di alkanna tinctoria)… peccato essermi informata sul procedimento solo dopo averla comperata… è uscito che rilascia colore in olio o alcool e NON si lega ai capelli (ma tinge perfettamente i tessuti…).
I guanti sono rimasti più sul rosa che sull’arancio, ma pare che la plastica si tinga benissimo.
In più pessima consistenza! Si asciugava subito, faceva grumi (che poi si seccavano e cadevano in giro… ora, ormai sono arrivata a livelli di abilità dove il bagno non subisce danni affatto… questa volta ne ho fatti) e alla fine sciacquando il lavandino ha lasciato un sacco di residuo sabbioso.

Ma andiamo al procedimento!
1) mettete a bollire l’acqua, deve bollire con le bolle grosse, non basta che sia calda (sperimentato con un bollitore per tisane, ma la scalda soltanto e si raffredda quindi troppo in fretta)
2) mettete l’infuso di vostra scelta (se l’avete) in infusione
3) pesare e versare la polvere in un catino di plastica
4) con un frustino (il mio è d’acciaio, mai avuto problemi con ossidazioni e roba simile) sciogliete i grumi
5) mettetevi i guanti, io li metto dal momento di aggiungere gli ingredienti bagnati, alcuni li mettono da subito, sta a voi 😉 E lavate con acqua fredda tutto quello che avete usato e poi non vi servirà più
6) aggiungete l’acqua, poco per volta, e mescolate sciogliendo bene i grumi che si saranno riformati
7) l’ideale è raggiungere una consistenza tipo yogurt greco, bello denso, così non cola (almeno, per me la consistenza ideale è questa)
8) aggiungete il cucchiaione di miele (e/o di yogurt se volete) e mescolate bene. Ammirate la magia di come tutto diventi di una consistenza magnifica
9) mettetevi una mantellina o un vecchio asciugamano sulle spalle (se necessario, per i primi tempi, sgomberate e proteggete il bagno, ma questo lo farei prima di iniziare a impastare il tutto, se no si fredda)
10) applicare con “metodo catino”

Il “metodo catino” consiste in:
– spalmarsi una bella quantità di olio o burro di karité su fronte, orecchie e coppino, attorno all’attaccatura dei capelli, per evitare gli aloni di colore, dato che l’henné non prende su sostanze oleose
– pettinarsi i capelli, sgarbugliandoli per bene
– alcuni preferiscono applicare l’henné sui capelli bagnati, alcuni dopo lo shampoo, alcuni sui capelli asciutti ma da lavare. Io ho notato che per me prende meglio sui capelli puliti e asciutti. Questi primi tre passaggi sono da fare prima di tutta la preparazione.
– con un pennello da parrucchiere (setole sintetiche, con manico a punta) fatevi la riga in mezzo, spalmate un po’ di henné su una metà, io copro giusto tre o quattro cm così, poi fate un’altra riga e “sfogliate” ciocche di capelli come un libro, mettendo pasta solo su un lato (tanto l’altro va a contatto con quello spalmato prima… come su un libro, spalmate su pagina due, girate, spalmate su pagina quattro e pagina tre si appiccica alla due, capito?)
– arrivati a un orecchio, girate il tutto e ricominciate dall’altro lato
– arrivati all’altro orecchio mettetevi a testa in giù (se i capelli finiscono nel catino poco male) e fate il contorno del coppino
– a questo punto prendete l’henné a manciate e lo spalmate a caso su tutto il resto dei capelli, le prime volte magari volete qualcuno a dirvi dove lasciate dei punti senza henné, se non ce l’avete poco male
– continuate così finché non finite il pastone, a volte vi verrà da tirar su il collo, perché non è una posizione comodissima e se avete tanti capelli poi pesa pure, già che avete la testa dritta e vi state tenendo i capelli controllate di aver coperto tutto (trucchetto: non è necessario che tutti i capelli siano coperti da uno spesso strato uniforme di pastone, ok?)
– finita la fanghiglia massaggiate tutto bene, che fa anche piacere, poi avvolgete i capelli su loro stessi, attorno alla testa (io mi faccio una cofana alla moira orfei e devo dire che il pastone di henné aiuta a cementificare il tutto) e avvolgete il tutto nella pellicola per alimenti, tirate bene così sta bello stretto e sta su da solo

Questo metodo mi permette di dipingere un metro di capelli in meno di mezz’ora, non male eh? ^_^

Aspettate un’oretta o più, come volete, se preferite potete anche tenere la testa al sole o scaldarla ogni tanto con un po’ di phon, poi lavate via e godetevi i vostri capelli hennati.

Perché l’henné fa bene ai capelli?
E’ antisettico. Non ve l’aspettavate che fosse il primo punto eh? Ebbene è antisettico, significa che tiene lontani i parassiti, cura la forfora e non fa attaccare eventuali pidocchi. (Quindi, se mammà si preoccupa per lo scarico del lavandino ditele che si scioglie con l’acqua e anzi, pulisce i tubi!).
Si inserisce nelle squame del capello, rendendolo più cicciotto e forte e riparando (davvero, mica come le simulazioni fighette delle pubblicità dello shampoo) le parti danneggiate.
Crea un film sul capello, di colore, ok, ma protegge così dallo smog e dalle schifezze varie ed è questo che rende i capelli così lucidi. Anche perché significa che le squame sono poi richiuse.
Dà un colore bellissimo, sempre con effetto naturale perché si aggiunge al colore di base, non lo stravolge, e a tutti piace avere dei bei capelli, quindi fa bene all’umore U_U
Secca un pochino, vero, ma niente che un pochino di balsamo non curi. Ad alcuni può sembrare che aumenti l’effetto crespo, no, è che il capello diventa più spesso, forse un po’ più pesante quindi si “liscia” un pochino e può sembrare, a chi ha i ricci, che siano meno ricci e più secchi. Niente che un po’ di balsamo non curi, appunto 😀 (poi vabbeh, io li ho dritti a spaghetto).

Non sono riuscita a farmi foto del procedimento di spalmaggio… Spero però che la storia del “libro” si sia capita, al massimo spiate qualche parrucchiere e fate come loro, è veramente semplice… e poi è solo per la cute, quindi si fa in fretta.

Ultima nota: se sperate che l’henné risolva tutti i problemi come una tinta (che ne causa, ma dal punto di vista del colore ne risolve), abbiate pazienza, l’henné ha effetto cumulativo, dipende che cosa ci mettete dentro e come reagisce coi vostri capelli… insomma, ci va pazienza per imparare a usarlo nel modo migliore,ma non demordete, che quando siete diventati pratici il risultato vale veramente la pena!!!

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11 pensieri su “Henné: il compendio (e la triste storia dell’alcanna)

  1. Euforilla Autore dell'articolo

    Io incoraggio tutti a provare!!!
    Sì, bisogna insistere perché è con la pratica che si capisce come fare la fanghiglia al meglio (ingredienti, consistenza, ossidazione, tempo di posa, applicazione), ci si deve anche abituare all’odore, a me piace, è molto molto erboso… Però ne vale la pena assolutamente!!! *_*

  2. goddessinspired

    Ah, questo post è stupendo!!! Me lo metto subitissimo tra i segnalibri così ogni volta che mi servirà lo potrò consultare… Anche se ammetto che avevo intenzione di chiederti se potevo sfruttarti per farmi l0henné le prossime volte ahahah, io sono proprio incapace coi capelli! XD

  3. stella

    Io faccio ossidare (almeno qualche ora), metto ingredienti acidi (aceto o limone), non uso il picramato…al contrario non ha mai preso 😀
    tra l’altro ci sono diverse varietà di henné che danno sfumature diverse…per il ciliegioso il Jamila è perfetto.
    Se volete henné di super qualità a buon prezzo e ottimi consigli di tintura, cercate su FB Le herbette di Janas. Anche l’indigo è strepitoso, ha una consistenza che non ho mai visto. Testato personalmente!

    1. Euforilla Autore dell'articolo

      Proprio vero che ogni testa è diversa e non c’è come la pratica per trovare la ricetta migliore :)
      Il Jamila è carissimo per le mie tasche… ma proverò di sicuro a cercare Le herbette di Janas (poi con un nome così!)
      Grazie!!!

    1. Euforilla Autore dell'articolo

      Sì, credo proprio valga anche per l’henné neutro, è quello con cui ho meno esperienza di tutti. Però è anche quello che fa meno pasticci di tutti, non colorando 😉

  4. Cristina

    Scusa una cosa ma se fai l’henné da 10 anni dovresi avere capito che è meglio non aggiungere troppi adittivi per una resa migliore del colore. (Va bene acqua, meglio se distillata + aceto/limone). E che la resa del colore è fortemente influenzata dall’ossidazione (+ o meno lunga a seconda della temperatura ambientale) e dal fatto di congelare il pappone di henné.
    Questi fattori influiscono molto sul tono rosso + rame o + ciliegia.

    1. Euforilla Autore dell'articolo

      Ciao Cristina!
      Sì, ormai ho la mia ricetta preferita, quella che ho scritto, però sai, spignattare e provare cose nuove mi piace!!! Quindi ogni tanto capita di fare pocci inenarrabili o, al contrario, ottenere risultati incredibili e non si sa bene perché (e quindi hai voglia ad andare di nuovo di esperimenti per ritrovare la combinazione miracolosa).

      Ho notato che varia tanto soprattutto (e forse è anche superfluo dirlo!) per la qualità di partenza dell’henné: se è di ottima qualità uno se la cava anche solo con acqua!

      L’acqua distillata non l’ho mai provata, magari sarà il prossimo esperimento di spignatto :) E nemmeno il congelamento…
      Però ingredienti acidi e lunga ossidazione prima dell’applicazione per me non hanno funzionato gran che :S

      Grazie per il tuo commento!!!

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